Riportiamo l’intervento del nostro segretario di circolo, Virginia Listanti, al congresso dei Giovani Democratici di Roma.
Care compagne e cari compagni,
vorrei cominciare così perchè voi per me siete prima di tutto compagni di una grande avventura, che è quella della militanza politica.
Per chi non mi conoscesse sono rappresentante degli studenti della facoltà di Scienze M.F.N. dellla Sapienza, in particolar modo matematica. Per chi non lo sapesse la mia è la 14° facoltà di scienze del mondo. In una classifica per nazione, siamo la 7° nazione al mondo per le scienze. In un paese normale, in una città normale, questo immenso patrimonio sarebbe uno dei motori dell’economia cittadina. Purtroppo non siamo in un paese normale, in una città normale, e penso che questo lo vediamo tutti. Perchè partire da qui? Perchè sono fermamente convinta che non esiste un’università astratta separata dal territorio e dalla società.
Guardate esiste tra noi studenti, spiace dirlo, soprattutto i più dotati o i più avvantaggiati, un filone di pensiero che afferma che, forse, non tutti dovrebbero studiare. Io non la penso così.
Se guardiamo i dati OCSE siamo sotto la media percentuale per ciò che riguarda i laureati. Meglio poi non parlare del dato sulla dispersione scolastica. La verità è che non esiste un tessuto produttivo in grado di sfruttare questo patrimonio. E forse, ma dico forse, uno stato che vuole ripartire, che vuole fare crescita, dovrebbe partire da questo. Siamo la 7 nazione al mondo per le facoltà di scienze.
E poi ci vengono a dire che il problema sono i sindacati, o gli iper-garantiti, o l’articolo 18.
Io non sono solo una rappresentante degli studenti, io voglio fare l’insegnante. E non perchè non sia abbastanza brava per fare altro, ma perchè sono convinta che bisogna investire nei ragazzi; perchè con la scuola e l’università si costruisce il paese di domani. La società della conoscenza alla fine è questo. E noi dobbiamo lottare per avere questo. E noi dobbiamo lottare per avere questo. Dobbiamo lottare affinchè tutti i ragazzi di questo paese abbiano le stesse possibilità di accesso al sapere e, tramite il loro impegno, riescano a realizzare i loro sogni. E proprio per questo dobbiamo rinnovare il nostro impegno sull’università, lavorarci davvero e con impegno.
Il futuro parte da lì e non possiamo perdercelo.
Permettetemi una chiosa sull’insegnamento e sulla formazione degli insegnanti.
In questo momento, dopo l’abolizione della SISS non esiste ancora un nuovo percorso per l’accesso all’insegnamento. E il ministero della Gelmini e, temo, neanche questo, non ha aperto un vero tavolo di confronto col mondo della scuola. Soprattutto con gli studenti, coloro che provano sulla propria pelle cosa significhi avere docenti impreparati o poco motivati. Bhè, io penso che se ci deve essere un anno zero della classe docente in questa riflessione debbano essere coinvolte tutte le parti in causa, soprattutto gli studenti. Non solo qualche professore universitario che si occupa di didattica senza essere mai entrato a contatto veramente con le scuole, soprattutto con gli studenti più in difficoltà. Gli studenti non sono solo quelli che vanno alle olimpiadi di matematica, sono anche quelli che prendono 3 tutti i giorni.
Noi possiamo offrire un punto di vista straordinario: quello di chi è studente e quello di chi vuole fare l’insegnante. Penso che sia il momento di mettere in campo questo punto di vista.
Perchè il futuro ci interessa e il futuro si costruisce con la scuola e i saperi.