Archivio per la categoria ‘Università’

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ELEZIONI STUDENTESCHE DI TORVERGATA

aprile 11, 2012

Il 17 e il 18 Aprile si terranno a TORVERGATA le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze degli studenti nei vari organi.

Per votare basta scrivere il cognome del candidato, non ci sono croci da fare perchè i candidati non sono collegati a liste. Studenti Democratici insieme a LINK e Unileft hanno deciso di unire le forze e di presentare candidati e programma comune. Si tratta dell’unica lista di SINISTRA che si presenta.E’ importante che si affermino con forza le idee e gli studenti di sinistra in un ateneo più volte protagonista della cronaca per le incursioni di formazioni come CasaPound.

I NOSTRI CANDIDATI

Senato Accademico                        -> Marcello CORVO
Nucleo di Valutazione                   -> Andrea RAMPA
Consiglio di Amministrazione   -> Diego CIARAFONI

Nucleo di Valutazione: RAMPA
Consiglio di Amministrazione: CIARAFONI
Senato Accademico: CORVO

COME E QUANDO SI VOTA?

Si vota il 17 dalle 9 alle 18 e il 18 dalle 9  alle 14 nelle proprie facoltà presentando un documento di riconoscimento.

IL PROGRAMMA

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Evento  elezioni

Pagina di Marcello Corvo

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Intervento congresso GD Roma 10-11/03/2012

marzo 28, 2012

Riportiamo l’intervento del nostro segretario di circolo, Virginia Listanti, al congresso dei Giovani Democratici di Roma.

Care compagne e cari compagni,

vorrei cominciare così perchè voi per me siete prima di tutto compagni di una grande avventura, che è quella della militanza politica.

Per chi non mi conoscesse sono rappresentante degli studenti della facoltà di Scienze M.F.N. dellla Sapienza, in particolar modo matematica. Per chi non lo sapesse la mia è la 14° facoltà di scienze del mondo. In una classifica per nazione, siamo la 7° nazione al mondo per le scienze. In un paese normale, in una città normale, questo immenso patrimonio sarebbe uno dei motori dell’economia cittadina. Purtroppo non siamo in un paese normale, in una città normale, e penso che questo lo vediamo tutti. Perchè partire da qui? Perchè sono fermamente convinta che non esiste un’università astratta separata dal territorio e dalla società.

Guardate esiste tra noi studenti, spiace dirlo, soprattutto i più dotati o i più avvantaggiati, un filone di pensiero che afferma che, forse, non tutti dovrebbero studiare. Io non la penso così.

Se guardiamo i dati OCSE siamo sotto la media percentuale per ciò che riguarda i laureati. Meglio poi non parlare del dato sulla dispersione scolastica. La verità è che non esiste un tessuto produttivo in grado di sfruttare questo patrimonio. E forse, ma dico forse, uno stato che vuole ripartire, che vuole fare crescita, dovrebbe partire da questo. Siamo la 7 nazione al mondo per le facoltà di scienze.

E poi ci vengono a dire che il problema sono i sindacati, o gli iper-garantiti, o l’articolo 18.

Io non sono solo una rappresentante degli studenti, io voglio fare l’insegnante. E non perchè non sia abbastanza brava per fare altro, ma perchè sono convinta che bisogna investire nei ragazzi; perchè con la scuola e l’università si costruisce  il paese di domani. La società della conoscenza alla fine è questo. E noi dobbiamo lottare per avere questo. E noi dobbiamo lottare per avere questo. Dobbiamo lottare affinchè tutti i ragazzi di questo paese abbiano le stesse possibilità di accesso al sapere e, tramite il loro impegno, riescano a realizzare i loro sogni. E proprio per questo dobbiamo rinnovare il nostro impegno sull’università, lavorarci davvero e con impegno.

Il futuro parte da lì e non possiamo perdercelo.

Permettetemi una chiosa sull’insegnamento e sulla formazione degli insegnanti.

In questo momento, dopo l’abolizione della SISS non esiste ancora un nuovo percorso per l’accesso all’insegnamento. E il ministero della Gelmini e, temo, neanche questo, non ha aperto un vero tavolo di confronto col mondo della scuola. Soprattutto con gli studenti, coloro che provano sulla propria pelle cosa significhi avere docenti impreparati o poco motivati. Bhè, io penso che se ci deve essere un anno zero della classe docente in questa riflessione debbano essere coinvolte tutte le parti in causa, soprattutto gli studenti. Non solo qualche professore universitario che si occupa di didattica senza essere mai entrato a contatto veramente con le scuole, soprattutto con gli studenti più in difficoltà. Gli studenti non sono solo quelli che vanno alle olimpiadi di matematica, sono anche quelli che prendono 3 tutti i giorni.

Noi possiamo offrire un punto di vista straordinario: quello di chi è studente e quello di chi vuole fare l’insegnante. Penso che sia il momento di mettere in campo questo punto di vista.

Perchè il futuro ci interessa e il futuro si costruisce con la scuola e i saperi.

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CASA EUROPA

maggio 7, 2009

di Alessandra Flamini

Proprio come in una famiglia qualsiasi. Quando la stanchezza e i dissapori affaticano il menage dei genitori, sono i figli a scoprirsi centrali per l’identità del nucleo e indispensabili per la sua stabilità. E così succede all’Europa, tanto da poter affermare che ogni singola, imperfetta famiglia europea è specchio di quella grande comunità-laboratorio cui appartiene. Anche i membri dell’UE, infatti, attraversano a volte momenti di difficoltà o di reciproca incomprensione, enfatizzando i differenti punti di vista che li allontanano su questioni importanti come l’allargamento dell’Unione o rivendicando autonomia di scelta dinnanzi alle urgenze economiche imposte dalla crisi. Ebbene, mai come in questi frangenti noi giovani europei avvertiamo la solidità della nostra appartenenza. D’altronde siamo i figli dell’Unione, nati già immersi in questa entusiasmante dimensione, cullati dalle lungimiranti parole di Spinelli, inquilini di una casa che va dal Baltico al Mediterraneo; siamo noi quelli cresciuti giocando con giocattoli marchiati CEE, quelli che trovano naturale avere a che fare con i centesimi e nel cui immaginario il leone della Metro Goldwyn Mayer è stato scalzato dalla bandiera dell’eurovisione. Ai più cauti e scettici spettatori delle vicende di questa inconsueta famiglia apparirà impossibile, ma gran parte delle scelte da prendere che inaspriscono il dibattito tra Stati membri sono già state metabolizzate dai ragazzi del continente. Si prenda ad esempio la questione turca. Negli ultimi tempi, l’Unione sembra annaspare senza riuscire a trovare una posizione condivisa sull’ingresso della Turchia, mettendo addirittura in discussione le generiche conclusioni a cui si era giunti in passato. Ecco, mentre i Paesi membri temporeggiano e procedono incerti, i loro pargoli chiudono con decisione la zip del borsone pieno di magliette e sogni e partono per l’Erasmus. Destinazione Istanbul, naturalmente. Anche riguardo alla collocazione dei partiti nel contesto europeo i giovani sono trainanti e offrono interessanti spunti di riflessione. Nel dibattito sull’identità comunitaria del Pd, infatti, non può passare in secondo piano la circostanza che a svolgere il mandato di presidente dell’ECOSY, il gruppo giovanile del PSE, sia un militante dell’ex Sinistra Giovanile. E proprio l’ECOSY, circa due mesi fa, ha lanciato una campagna per favorire la mobilità dei giovani sul territorio dell’Unione. Si tratta dell’Universal Erasmus, una petizione con la quale si chiede alle istituzioni un maggior sforzo nel favorire le esperienze di ragazzi europei in altri Stati membri. E’ un documento che grida la necessità della partecipazione, elaborato e controfirmato da quanti hanno avuto modo di vivere, studiare o lavorare per qualche tempo in un altro Paese dell’Unione e hanno valutato la cruciale importanza che questo passaggio ha avuto per la propria crescita, tanto da giudicare indispensabile condividerlo con il più alto numero possibile di ragazzi. L’ennesima dimostrazione del forte senso di appartenenza dei giovani europei: mai sopito, nemmeno in periodo di recessione e rinnovati nazionalismi. In fondo è proprio quando fuori piove che è bello sentirsi a casa.

(da Democrazia Solidale di Aprile)

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A proposito di territorio

febbraio 25, 2009

Leonardo Bianchi

Per affrontare il tema degli studenti, così detti fuori-sede, vorrei partire da una proposta avanzata dal Pdl del terzo municipio, ovvero: recintare piazza Bologna e chiuderla al pubblico dopo una certa ora della sera. Questo perché molti residenti del quartiere sono stanchi degli schiamazzi notturni, del chiacchiericcio di piazza e sono stanchi di tutti questi giovani che, soprattutto nei mesi più caldi, restano per strada fino a tardi. Per fortuna, la proposta, che è stata presentata per ben due volte in municipio, è stata bocciata in entrambe le sedute, ma resta comunque un esempio emblematico del modo di fare politica di questa destra italiana. Dico questo perché: alzare barricate a piazza Bologna per tenere lontani gli studenti è come mettere l’esercito per strada per risolvere il problema della sicurezza. Sono soluzioni sbagliate dettate dall’emotività del momento più che da una riflessione seria sull’argomento. Pensare che gli atti di violenza accaduti alla periferia di Roma siano un problema di forze dell’ordine o di scarsa illuminazione significherebbe non accorgersi di quello che è il dramma dei quartieri popolari, che vivono in uno stato di abbandono e degrado spaventoso.

La soluzione quindi, ancora una volta, è la riqualificazione e l’integrazione. Gli studenti rappresentano un’opportunità per Roma e al tempo stesso una ricchezza, non solo sul piano del contributo culturale che queste persone portano alla città ma anche in termini economici. Queste persone nella maggior parte dei casi prendono la residenza nelle città in cui studiano e un giorno lavoreranno qui. Ma volendo distogliere lo sguardo dal lungo periodo per fare un discorso più immediato possiamo dire che gli studenti fuori-sede ogni anno grazie alla loro presenza sul territorio sono diventati una delle risorse economiche più importanti. L’idea della “cancellata” di piazza Bologna è doppiamente discriminante proprio perché fatta da quelle persone che da un lato maledicono gli studenti e dall’altro chiedono loro affitti stratosferici per delle “topaie”. A quei residenti allora faccio una domanda: tra chi vive piazza Bologna alle tre di notte e chi affitta un posto letto a 400€, chi è il vero incivile?

Il problema però, come sempre, è un problema politico. La  politica di oggi non fa altro che parlare di giovani, di come andrebbero coinvolti e di quanto sia importante avere delle energie fresche da poter utilizzare nello sviluppo di questo Paese. Solo chiacchiere! Nessuno sta facendo nulla per cambiare lo stato delle cose! Gli affitti sempre più alti, le case sempre più disastrate ma le amministrazioni non si muovono. Il problema vero è che questi studenti non votano qui, mentre i residenti (votanti) vanno tutelati, protetti, coccolati, perché c’è sempre una tornata elettorale alle porte e la politica italiana vive in funzione delle prossime elezioni. Una politica che non progetta, una politica che guarda solo all’oggi, che non ha uno sguardo teso al futuro, capace di dare la possibilità a tutti i cittadini, residenti e non, di programmare la propria vita sul lungo periodo. Eccolo il problema! In questa ottica se l’obbiettivo sono le prossime elezioni le scelte devono essere degli spot e non delle soluzioni vere e così per risolvere il problema sicurezza si usa l’esercito e per gli schiamazzi dei giovani si usano le recinzioni. 

(Terza Generazione – Febbraio 2009)

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